Origini Cincillà

Le origini del cincillà sono riconducibili geograficamente nell’America del Sud.

Il cincillà non ha mai migrato in zone diverse, forse a causa delle barriere naturali, preferendo zone più secche e fredde.

Il cincillà in America

L’origine sud-americana del cincillà.

Il loro habitat originario si estende in 4 diversi paesi dell’America Meridionale, in particolare Perù, Bolivia, Cile e Argentina. Riesce a sopravvivere anche a più di 5000 metri sul livello del mare con temperature che possono variare dai -10°C nella notte ai +30°C nel giorno.

Alcune ricerche hanno portato al ritrovamento di numerosi teschi, che delineano l’esistenza di tre razze distinte di cincillà:

  • I Chincha che popolavano la parte Ovest del Perù (dalle Ande al Pacifico);
  • Gli Aymara che occupavano gli altipiani del Perù e della Bolivia;
  • Gli Hauncas che abitavano la pianura delle Ande e il lato Titicaca.

Il cincillà è principalmente conosciuto purtroppo per il suo soffice mantello, utilizzato per la produzione di pellicce. Gli spagnoli scoprirono che la pelliccia di cincillà era già prodotta ai tempi dell’Impero Inca.

Per tale motivo il cincillà ha rischiato l’estinzione ed ad oggi risulta una specie protetta.

In Cile, Argentina, Perù e Bolivia nel 1910, fu emanato un decreto legge che proibisce tutt’oggi l’uccisione dei cincillà e la vendita delle loro pelli.

All’inizio degli anni Novanta il cincillà “sbarca” in Italia.

3 Commenti

  1. Ricky

    Ciao amante dei chinchilla!!! Avevo una domanda, alquanto importante, da chiederti: è possibile vendere un cincillà in un centro commerciale? Perché ho visto che a Belicittà, in provincia di Trapani(a Palermo, per intenderci), vendono un Brevicaudata… Questo genere di cincillà, come riporta Wikipedia, risulta a rischio critico di estinzione e quindi una razza protetta. Francamente a me sembra una mossa alquanto illegale, avrei bisogno di una mente esperta 🙂
    Io sono minorenne, quindi mi verrebbe difficile muovere un dito ^_^

    1. michele

      Ciao Ricky, per ostacolare il commercio di animali in via di estinzione, l’Italia segue le regole del CITES (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora). Quest’organo espone una lista di specie per le quali sono necessari particolari permessi per la vendita. Il Chinchilla Brevicaudata (classificato anche come Chinchilla chinchilla) rientra nell’Appendice I del CITES (vedi qui) e pertanto risulta essere una delle specie più minacciate di cui è vietato il commercio se prelevato in natura (salvo casi particolari come i programmi di riproduzione di alcuni Zoo o ricerche scientifiche). Per gli animali nati in cattività è richiesto ai possessori la compilazione di un apposito registro e, tutte le nascite devono essere segnalate ai 24 uffici territoriali Servizio di Certificazione Cites (SCC). Ciao,
      Michele.

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